ANTROPOLOGIA

Anno accademico 2018/2019 - 3° anno

Obiettivi formativi

  • FONDAMENTI DI ANTROPOLOGIA CULTURALE: LA DIFFICILE SFIDA DELLA DIVERSITA'

    FONDAMENTI DI ANTROPOLOGIA CULTURALE: LA DIFFICILE SFIDA DELLA DIVERSITA'

  • METODI DELLA RICERCA ANTROPOLOGICA. LA PRATICA ETNOGRAFICA TRA IMPLICAZIONI TEORICHE E RICADUTE APPLICATIVE

    METODI DELLA RICERCA ANTROPOLOGICA. LA PRATICA ETNOGRAFICA TRA IMPLICAZIONI TEORICHE E RICADUTE APPLICATIVE


Modalità di svolgimento dell'insegnamento

  • FONDAMENTI DI ANTROPOLOGIA CULTURALE: LA DIFFICILE SFIDA DELLA DIVERSITA'

    Le lezioni saranno svolte alternando momenti di didaticca frontale e momenti di didattica interattiva.

  • METODI DELLA RICERCA ANTROPOLOGICA. LA PRATICA ETNOGRAFICA TRA IMPLICAZIONI TEORICHE E RICADUTE APPLICATIVE

    Lezioni frontali e lavori collettivi in aula.


Prerequisiti richiesti

  • FONDAMENTI DI ANTROPOLOGIA CULTURALE: LA DIFFICILE SFIDA DELLA DIVERSITA'

    Nessuno

  • METODI DELLA RICERCA ANTROPOLOGICA. LA PRATICA ETNOGRAFICA TRA IMPLICAZIONI TEORICHE E RICADUTE APPLICATIVE

    Nessuno


Frequenza lezioni

  • FONDAMENTI DI ANTROPOLOGIA CULTURALE: LA DIFFICILE SFIDA DELLA DIVERSITA'

    La frequenza delle lezioni non è obbligatoria, ma è un requisito indispensabile per la partecipazione alle prove in itinere.

  • METODI DELLA RICERCA ANTROPOLOGICA. LA PRATICA ETNOGRAFICA TRA IMPLICAZIONI TEORICHE E RICADUTE APPLICATIVE

    La frequenza delle lezioni non è obbligatoria, ma è un requisito indispensabile per l'accesso alle prove intermedie.


Contenuti del corso

  • FONDAMENTI DI ANTROPOLOGIA CULTURALE: LA DIFFICILE SFIDA DELLA DIVERSITA'

    Scopo del modulo è favorire l’acquisizione degli elementi fondamentali dell’antropologia culturale, permettendo allo studente di comprendere meglio alcuni fenomeni della contemporaneita': le migrazioni, i conflitti etnico-religiosi, i processi di aquisizione culturale, la risposta umana ai cambiamenti sociali e ambientali, i dislivelli di potere che strutturano la societa'. Le lezioni si prefiggono l’obiettivo di facilitare l'adozione di un apporccio critico a concetti quali: cultura, etnia, identità, alterità, etnocentrismo, etc. In particolare il I° modulo analizzerà la genesi del pensiero antropologico e le sue principali svolte epistemologiche. Si prenderanno in esame autori (classici e contempornei) e si approfondira' la lettura di una monografia etnografica.

  • METODI DELLA RICERCA ANTROPOLOGICA. LA PRATICA ETNOGRAFICA TRA IMPLICAZIONI TEORICHE E RICADUTE APPLICATIVE

    Scopo del modulo è favorire un approccio critico-applicativo ai metodi in uso nella ricerca antropologica, presentando i rudimenti dell’analisi etnografica sul campo. Il modulo darà rilievo ai seguenti aspetti: la questione delle fonti, le politiche dell’identità, i paradossi dell’osservazione partecipante, i nuovi tentativi di sperimentazione etnografica, le posture dell’antropologo sul campo e le retoriche sottese alla costruzione del testo etnografico. Prendendo spunto dall’analisi di alcuni saggi sul metodo e grazie a brevi sessioni di ricerca diretta, gli studenti saranno cosi' sollecitati a problematizzare i contenuti acquisiti nella prima parte del corso, identificando le peculiarità metodologiche dell'antropologia culturale.


Testi di riferimento

  • FONDAMENTI DI ANTROPOLOGIA CULTURALE: LA DIFFICILE SFIDA DELLA DIVERSITA'
    1. Engelke, M. Pensare come un antropologo, Roma, Einaudi, 2018
    2. Una monografia a scelta tra:
    • Mara Benadusi, Il Segreto di Cybernella. Governance dell’accoglienza e pratiche locali di integrazione educativa, Eunoedizioni, 2012
    • Irene Falconieri, Smottamenti. Disastro, politiche pubbliche e cambamento soiciale in un comune siciliano, CISU, 2017
  • METODI DELLA RICERCA ANTROPOLOGICA. LA PRATICA ETNOGRAFICA TRA IMPLICAZIONI TEORICHE E RICADUTE APPLICATIVE

    1. Mariano Pavanello, Fare antropologia. Metodi per la ricerca etnografica, Zanichelli, Milano, 2010 (Parte II e Parte III)

    2. Un capitolo a scelta dal libro di Francesca Cappelletto (a cura di), "Vivere l’etnografia", SEID, Firenze, 2009
    (Possibili saggi alternativi potranno essere concordati con la docente nel corso delle lezioni e saranno comunque resi fruibili sulla piattaforma studium)


Programmazione del corso

FONDAMENTI DI ANTROPOLOGIA CULTURALE: LA DIFFICILE SFIDA DELLA DIVERSITA'
 ArgomentiRiferimenti testi
1Lezione del giorno L'istituzionalizzazione dell'antropologiaPavanello, Fare l'antropologia 
2Il dibattito intorno al concetto di culturaPavanello, Fare l'antropologia 
3L'evoluzionismo antropologicoPavanello, Fare l'antropologia 
4Franz Boas e il particolarismo storicoPavanello, Fare l'antropologia 
5Da Malinowski alla svolta riflessivaPavanello, Fare l'antropologia 
6Il dono da Mauss o al movimento antiutilitarista delle scienze socialiDispense 
7Margarete Mead: cultura, educazione, personalit√†Pavanello, Fare l'antropologia 
8Evans Pritchard e gli approcci dinamistiPavanello, Fare l'antropologia e dispense 
9Clifford Geertz e l'antropologia interpretativaPavanello, Fare l'antropologia 
10Ernesto De Martino e l'antropologia italianaDispense 
11Etnia, religione, conflitti: smontare le categorieDispense 
12Etnocentrismo, relativismo culturale ed etnocentrismo criticoPavanello, Fare l'antropologia e dispense 
13L'integrazione delle minoranze nel mondo della scuolaBenadusi, Il segreto di Cybernella 
14Disastri, rischi ambientali e cambiamento socialeFalconieri, Smottamenti 
METODI DELLA RICERCA ANTROPOLOGICA. LA PRATICA ETNOGRAFICA TRA IMPLICAZIONI TEORICHE E RICADUTE APPLICATIVE
 ArgomentiRiferimenti testi
1I fondamenti del metodo etnograficoPavanello, Fare l'antropologia 
2Ricerca sul campo e ricerca a tavolinoPavanello, Fare l'antropologia 
3Paradigma olistico e paradigma indiziarioPavanello, Fare l'antropologia 
4L'osservazione partecipante e i suoi paradossiPavanello, Fare l'antropologia 
5L'osservazione della partecipazionePavanello, Fare l'antropologia 
6Lo statuto del terreno antropologicoPavanello, Fare l'antropologia 
7La mediazione culturale e il ruolo dell'antropologo sul campoPavanello, Fare l'antropologia 
8Il concetto di iperluogoPavanello, Fare l'antropologia 
9Il non detto, il taciuto, il secretatoPavanello, Fare l'antropologia 
10L'organizzazione della ricerca entograficaPavanello, Fare l'antropologia 
11L'uso delle fonti in antropologiaPavanello, Fare l'antropologia 
12Fonti orali e storie di vitaPavanello, Fare l'antropologia 
13Ricerca applicata e impegno pubblicoPavanello, Fare l'antropologia 
14Sguardi, sperimentazioni, riflessioni metodologiche Cappelletto, Vivere l'etnografia 

VERIFICA DELL'APPRENDIMENTO

Modalità di verifica dell'apprendimento

  • FONDAMENTI DI ANTROPOLOGIA CULTURALE: LA DIFFICILE SFIDA DELLA DIVERSITA'

    L'esame sarà orale. Si ricorrerà a un esame scritto solo in caso di appelli particolarmente numerosi, nel qual caso gli studenti saranno avvisati in tempo.
    Gli studenti frequentanti avranno la possibilita' di sosetenre una prova intermedia.

  • METODI DELLA RICERCA ANTROPOLOGICA. LA PRATICA ETNOGRAFICA TRA IMPLICAZIONI TEORICHE E RICADUTE APPLICATIVE

    L'esame sarà orale. Si ricorrerà a un esame scritto solo in caso di appelli di esame particolarmente numerosi, nel qual caso gli studenti saranno avvisati in tempo.


Esempi di domande e/o esercizi frequenti

  • FONDAMENTI DI ANTROPOLOGIA CULTURALE: LA DIFFICILE SFIDA DELLA DIVERSITA'

    Domande guida per la preparazione del manuele:

    Lo studente sarà invitato a riflettere su problemi, concetti chiave della ricerca antropologica. Nella valutazione si darà particolare rilievo alla capacità argomentativa e alla capacità di connettere gli aspetti teorici della disciplina con quelli empirici, attarverso un'adeguata esemplificazione etnografica. Il dibattito intorno al concetto di cultura; i processi di etnicizzazione; la dialettica tra evoluzione e diffusione, tra etnocentrismo e relativismo, descrizione e interpretazione; lo sguardo critico sulla contemporaneita' fuori dalla dialettica noi/loro...

     

    Domande guida per prepararsi alla prova su "Il Segreto di Cybernella":

    DOMANDA 1
    Qual è la cornice politico-istituzionale che fa da sfondo alle vicende narrate nell’etnografia? E come è cambiata questa cornice nel corso degli anni, fino al momento della stesura del testo? In particolare quali sono gli orientamenti politici che guidano le istituzioni quando si confrontano con il tema dell'integrazione degli alunni di origine straniera nei due diversi momenti, quello della ricerca e quello della stesura del libro?

    DOMANDA 2
    Cosa significa intercultura? Quali sono i punti di forza che derivano da un approccio interculturale e quali invece le sue criticità, a partire da quanto è esposto nell’etnografia? Indicate con chiarezza anche quali sono le ragioni che spingono l'autrice a nutrire dubbi circa la positività dell’approccio interculturale per come viene adottato nella scuola italiana e mettete in luce come secondo voi l'antropologia potrebbe contribuire a risolverli. Approfondimenti di carattere teorico e empirico sono ben graditi, purché strettamente connessi alla tematica.

    DOMANDA 3
    Quali sono gli approcci teorici che ispirano il lavoro etnografico? Come questi vengono combinati tra loro dall’autrice? Da quali teorie si discosta e quali invece fa proprie? Il candidato/a cerchi di ripercorrere le pagine della monografia per individuare tutti gli autori e i concetti teorici che vengono richiamati nel testo. Approfondimenti sui singoli approcci saranno ben graditi. Potete anche consultare il libro “La scuola in pratica” (Mara Benadusi).

    DOMANDA 4
    Nel tessuto sociale della scuola presa in esame come gli adulti si rapportano ai bambini e al mondo dell’infanzia? Quali sono le idee di infanzia che emergono dalla ricerca? In altri termini come gli insegnanti e gli altri attori della scuola immaginano l’“universo-bambino” e lo rappresentano? Il candidato/a rifletta su quali sono i momenti di interazione in cui queste diverse rappresentazioni dell’infanzia si manifestano più chiaramente nel testo, e anche in quali momenti esse entrano più evidentemente in collisione o vengono messe in discussione da comportamenti inaspettati dei bambini.

    DOMANDA 5
    Nella scuola presa in esame c’è un ampio coinvolgimento di bambini rom. Quali problematiche vi sembrano caratterizzare di più il loro percorso di scolarizzazione? Quale clima educativo e strategie pedagogiche favoriscono una loro attiva inclusione nelle dinamiche della classe, almeno per quanto si evince dalla ricerca? Quali situazioni e approcci educativi invece contribuiscono ad escluderli o marginalizzarli dal resto del gruppo? Come le teorie sull’educazione dei bambini rom ci aiutano a comprendere meglio le performance scolastiche di questi alunni? Che ruolo hanno gli insegnanti in tutto questo?

    DOMANDA 6
    “Sono le sfumature di esperienza che rendono possibili le imprese e i testi etnografici, quelle sfumature di esperienza che riflettono la complessa soggettività dell’etnografo, la quale poi si riproduce regolarmente nella scrittura e nell’interpretazione dei testi etnografici” (Piasere, L’etnografo imperfetto, p.35). Facendo tesoro di questa considerazione, il candidato/a rifletta su come la particolare “curvatura dell’esperienza” dell’autrice ha influito sulla scrittura e l’interpretazione nella stesura del Segreto di Cybernella.

    DOMANDA 7
    L’etnografo negozia e rinegozia con i suoi interlocutori la sua posizione sul campo, cercando se possibile di creare uno “spazio condiviso” per l’interazione. Negoziare l’interazione significa negoziare l’accesso alle persone e ai loro spazi di “intimità culturale”. Come è avvenuto questo processo nel caso della ricerca presa in esame? Secondo quali modalità l’etnografa si è sforzata di negoziare il suo posizionamento nel contesto scolastico, entrando in relazione con i suoi differenti interlocutori? Quali sono state le metodologie utilizzate?

    DOMANDA 8
    Secondo Unni Wikan (1992) per assumere con coinvolgimento il mondo degli altri è importante che si attivi “risonanza” tra l’esperienza dell’etnografo e quella dei suoi testimoni sul campo. Questa capacità di risonanza, per essere completa, presuppone che non si tratti di un’esperienza unilaterale: deve valere per entrambi gli interlocutori, come se si sviluppasse un “sentire/pensare comune”. Quando questa circolazione di sentimento/pensiero nell’esperienza etnografica presa in esame si è realizzata con più compiutezza? E quando invece ritenete sia stata maggiormente difficile da raggiungere e perché?

    DOMANDA 9
    Nell’etnografia presa in esame si descrivono molti scambi comunicativi, tra bambini, tra insegnanti, tra alunni e insegnanti, e anche tra l’antropologa e questi diversi interlocutori. Provate a concentravi sugli scambi comunicativi che vi sembrano più interessanti, ponendovi domande di questo tipo: quali strategie comunicative vediamo in azione? In che modo i soggetti che partecipano alla comunicazione usano il linguaggio nell’interazione, e che effetto hanno le loro scelte o strategie linguistiche sulle dinamiche di gruppo? Quali concetti antropologici e socio-linguistici vengono usati dall’antropologa per spiegare queste situazioni?

    DOMANDA 10
    Nel libro vediamo richiamare spesso, dagli attori della scuola, la questione del razzismo. Come viene utilizzata questa categoria? Quali meccanismi si innescano quando si chiama in causa il razzismo per spiegare i comportamenti dei bambini a scuola? Quali sono le insidie e i dilemmi sottesi a questo tipo di dinamica? A chi in genere viene addossata la responsabilità di mettere in atto spiegazioni o comportamenti razzistici o discriminatori? E quali sono le conseguenze di questo atto di attribuzione di colpa? Approfondimenti sia teorici che metodologici saranno ben graditi.

    DOMANDA 11
    Nel libro, compaiono vari attori che ruotano intorno al mondo della scuola o ne sono protagonisti primari: insegnanti, dirigenti scolastici, assistenti sociali, educatori, famiglie, etc. Il candidato/a provi a riflettere sui diversi posizionamenti - etico-valoriali, politici e identitari - che questi attori incarnano. Nel farlo cercate di riferirvi alle storie professionali di ciascuno, alle loro azioni e anche alle parole che usano per esprimersi. Quindi riflettete su quali immagini della scuola e del suo “mandato interculturale” derivano da questi diversi posizionamenti.

    Per chi non parteciperà alle prove in itinere, i contenuti del saggio saranno esposti individualmente nel corso dell'esame orale nei regolari appelli di esame.

  • METODI DELLA RICERCA ANTROPOLOGICA. LA PRATICA ETNOGRAFICA TRA IMPLICAZIONI TEORICHE E RICADUTE APPLICATIVE

    I contenuti del saggio scelto e dei capitoli del manuale saranno esposti individualmente nel corso dell'esame orale. Particolare attenzione si dara' alla capacita' dello studente di individuare i passaggi salienti dei singoli articoli: argomentazione proposta dall'autore, analisi, risultati raggiunti. Per quanto riguarda le due parti del manuale di M. Pavanello in programma, si richiede uno studio che prenda in considerazione non solo le sezioni in cui l'autore espone i diversi aspetti metodologici della disciplina, ma anche gli inserti empririci che presentano casi specifici su ogni argomento. L'etnografia infatti va studiata in pratica, a partire da esempi concreti di ricerca sul campo.