LA PEDAGOGIA DELL'INCLUSIONE FORMATIVA E SOCIALE

Anno accademico 2016/2017 - 1° anno - Curriculum Curriculum unico / L-39

Obiettivi formativi

  • LA PEDAGOGIA DELLA CURA E DELL'INCLUSIONE
    Nella riflessione pedagogica, assunto di partenza è che a formare il soggetto-persona non contribuisce soltanto l’atto educativo intenzionale, ma anche il caso, l’evento, l’entropia che ha una potenzialità morfogenetica (creazione di forma) talvolta maggiore rispetto all’azione educativa stessa. Si tratta, pertanto, di riconsegnare al caso, all’evento, un ruolo centrale nei processi di formazione e nelle storie di vita, mai svelati, analizzati scientificamente dalla pedagogia e che solo recentemente acquistano valore, senso all’interno della questione della formatività umana. Insomma, l’evento è vita che si fa forma, per cui deve essere incluso nella ricerca pedagogica. La formazione come evento implica la cura hominis tesa a garantire la permanenza dell’umano nell’umano, creando così un equilibrio tra lo sviluppo individuale e quello sociale. Ed è nell’intersoggettività che si attua la cura dell’uomo, che si fa intenzionalità nel rapporto educativo. Ed è perciò attraverso la formazione come coltivazione, come cura, come relazione che l’uomo si emancipa e si realizza.
    Tutto questo a maggior ragione si registra nella pianificazione di percorsi formativi volti ad integrare e ad includere socialmente degli allievi/studenti siano essi normodotati, disabili oppure stranieri. Punto di partenza della riflessione riguarda innanzitutto l’attenzione nei confronti di tutti gli operatori educativi e sociali: assistenti sociali, educatori, docenti, non perdendo di vista il senso teoretico dell’integrazione e dell’inclusione sociale, attraverso alcuni dispositivi pedagogici come l’organizzazione, la flessibilità, l’opzionalità, la sussidiarietà.
  • LA PROGETTAZIONE DI PERCORSI FORMATIVI INCLUSIVI
    In questo modulo si tenterà di cogliere la complessità e problematicità dei processi e delle pratiche di cura educativa e sociale, con uno sguardo particolare alla caratterizzazione degli apprendimenti diffusi e permanenti. In questo senso, si rifletterà sulla progettazione di percorsi formativi inclusivi, anche alla luce dei DSA e della circolare recente dei BES nella scuola e nell’extrascuola e ci si concentrerà sul ruolo, compiti e competenze che un tutor per studenti non udenti deve possedere, partendo dallo studio di modelli e pratiche significative esistenti che hanno potenziato e potenziano la sua professionalità. A tal fine, si approfondiscono gli studi attuali sui processi formativi e comunicativi per comprendere in che modo il tutor, come figura di mezzo, mediatore tra docente e studente sia egli 'normodotato' e non, si colloca nella relazione educativa ed interpersonale. In questo senso, il tutor diventa una figura centrale che ha il compito di accompagnare e supportare l'attività formativa del soggetto in formazione, senza però sostituirsi al docente. Pertanto, si analizzano le metodologie più significative ed efficaci da mettere in campo all’Università quando il tutor deve mediare tra docente e studente non udente per consentire sia a quest’ultimo che al docente il raggiungimento reciproco degli obiettivi.

Prerequisiti richiesti

  • LA PEDAGOGIA DELLA CURA E DELL'INCLUSIONE

    Conoscere gli elementi di base che caratterizzano la pedagogia in ordine al suo oggetto specifico di indagine e le metodologie ad esso sottese.

  • LA PROGETTAZIONE DI PERCORSI FORMATIVI INCLUSIVI

    Conoscere gli elementi di base che caratterizzano la pedagogia in ordine al suo oggetto specifico di indagine e le metodologie ad esso sottese.


Frequenza lezioni

  • LA PEDAGOGIA DELLA CURA E DELL'INCLUSIONE

    Le lezioni si terranno a partire dal 11 ottobre ogni martedì dalle ore 16.00 alle ore 18.00 e mercoledì dalle ore 17.00- 19.00, presso un'aula del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali. Il corso avrà una durata di 48 ore e per coloro che seguiranno ci sarà una prova in itinere.

  • LA PROGETTAZIONE DI PERCORSI FORMATIVI INCLUSIVI

    Le lezioni si terranno a partire dal 11 ottobre ogni martedì dalle ore 16.00 alle ore 18.00 e mercoledì dalle ore 17.00- 19.00, presso un'aula del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali. Il corso avrà una durata di 48 ore e per coloro che seguiranno ci sarà una prova in itinere.


Contenuti del corso

  • LA PEDAGOGIA DELLA CURA E DELL'INCLUSIONE

    Nella riflessione pedagogica, assunto di partenza è che a formare il soggetto-persona non contribuisce soltanto l’atto educativo intenzionale, ma anche il caso, l’evento, l’entropia che ha una potenzialità morfogenetica (creazione di forma) talvolta maggiore rispetto all’azione educativa stessa.

    Si tratta, pertanto, di riconsegnare al caso, all’evento, un ruolo centrale nei processi di formazione e nelle storie di vita, mai svelati, analizzati scientificamente dalla pedagogia e che solo recentemente acquistano valore, senso all’interno della questione della formatività umana. Insomma, l’evento è vita che si fa forma, per cui deve essere incluso nella ricerca pedagogica. La formazione come evento implica la cura hominis tesa a garantire la permanenza dell’umano nell’umano, creando così un equilibrio tra lo sviluppo individuale e quello sociale. Ed è nell’intersoggettività che si attua la cura dell’uomo, che si fa intenzionalità nel rapporto educativo. Ed è perciò attraverso la formazione come coltivazione, come cura, come relazione che l’uomo si emancipa e si realizza.
    Tutto questo a maggior ragione si registra nella pianificazione di percorsi formativi volti ad integrare e ad includere socialmente degli allievi/studenti siano essi normodotati, disabili oppure stranieri. Punto di partenza della riflessione riguarda innanzitutto l’attenzione nei confronti di tutti gli operatori educativi e sociali: assistenti sociali, educatori, docenti, non perdendo di vista il senso teoretico dell’integrazione e dell’inclusione sociale, attraverso alcuni dispositivi pedagogici come l’organizzazione, la flessibilità, l’opzionalità, la sussidiarietà.La nascita della pedagogia speciale - Rapporto pedagogia generale e pedagogia speciale - Dall’emarginazione all’inclusione - La prospettiva di Montessori - La progettazione formativa inclusiva - La relazione tra educazione e comunicazione

    La pedagogia della cura e le agenzie formali, non formali ed informali
    - Il ruolo del dirigente scolastico e dei docenti/educatori
    - Il ruolo degli operatori sociali
    - L’autonomia come problema pedagogico
    - Il problema dell’antropologia pedagogica
    - L’integrazione ed il recupero a scuola: la dimensione teorica e applicativa
    - Il ruolo del DS nel difficile cammino dell’intercultura
    - Riflessioni sugli aspetti emotivi della leadership nelle organizzazioni complesse
    - I sostegni alla persona con disabilità
    - Il diritto all’istruzione e contenuti dell’autonomia scolastica.
    - Esempi di operatori sociali ed educativi attraverso l’analisi di film
    - La progettualità delle famiglie con handicap
    - Un ‘coro’ di professionalità per l’integrazione scolastica
    - Un quadro di professioni di aiuto con formazione ad alto livello.

    Si visioneranno alcuni film per analizzarli sul piano della inclusione formativa e sociale. Di seguito solo alcuni Film che si analizzeranno, gli altri saranno scelti insieme agli studenti:
    Stelle sulla Terra ( Taare Zameen Par) del 2007 diretto da Aamir Khan La mia fedele compagna del 2008 ispirato al libro di Brad Cohen e Lisa Wysocky Rain man del 1988 diretto da Barry Levinson Montessori una vita per i bambini del 2007 diretto da Gianluca Maria Tavarelli Don Milani, il priore di Barbiana del 2007 diretto da Andrea Frazzi E altri film

  • LA PROGETTAZIONE DI PERCORSI FORMATIVI INCLUSIVI

    In questo modulo si tenterà di cogliere la complessità e problematicità dei processi e delle pratiche di cura educativa e sociale, con uno sguardo particolare alla caratterizzazione degli apprendimenti diffusi e permanenti. In questo senso, si rifletterà sulla progettazione di percorsi formativi inclusivi, anche alla luce dei DSA e della circolare recente dei BES nella scuola e nell’extrascuola e ci si concentrerà sul ruolo, compiti e competenze che un tutor per studenti non udenti deve possedere, partendo dallo studio di modelli e pratiche significative esistenti che hanno potenziato e potenziano la sua professionalità. A tal fine, si approfondiscono gli studi attuali sui processi formativi e comunicativi per comprendere in che modo il tutor, come figura di mezzo, mediatore tra docente e studente sia egli 'normodotato' e non, si colloca nella relazione educativa ed interpersonale. In questo senso, il tutor diventa una figura centrale che ha il compito di accompagnare e supportare l'attività formativa del soggetto in formazione, senza però sostituirsi al docente. Pertanto, si analizzano le metodologie più significative ed efficaci da mettere in campo all’Università quando il tutor deve mediare tra docente e studente non udente per consentire sia a quest’ultimo che al docente il raggiungimento reciproco degli obiettivi.


Testi di riferimento

  • LA PEDAGOGIA DELLA CURA E DELL'INCLUSIONE

    P. Mulè, a cura di, Il docente promotore dell’inclusione formativa e sociale, Pensa Multimedia, Lecce 2016

  • LA PROGETTAZIONE DI PERCORSI FORMATIVI INCLUSIVI

    - M. Pavone, Dall’esclusione all’inclusione:lo sguardo della pedagogia speciale, Mondadori Università, Milano 2010
    - P. Mulè, Ruolo e competenze del tutor nella relazione educativa tra docente e studente universitario non udente, Cooperativa sociale Ragazzi In Volo a.r.l. Onlus, Ragusa- Catania, 2012


Programmazione del corso

LA PEDAGOGIA DELLA CURA E DELL'INCLUSIONE
 *ArgomentiRiferimenti testi
1*L'inclusione formativa e socialeP. Mulè, a cura di, Il docente promotore dell’inclusione formativa e sociale, Pensa Multimedia, Lecce 2016 
2*I professionisti dell'educazione e la disabilitàP. Mulè, a cura di, Il docente promotore dell’inclusione formativa e sociale, Pensa Multimedia, Lecce 2016 
3*La pedagogia generale e la pedagogia specialeP. Mulè, a cura di, Il docente promotore dell’inclusione formativa e sociale, Pensa Multimedia, Lecce 2016 
4*La differenza tra integrazione e riconoscimentoP. Mulè, a cura di, Il docente promotore dell’inclusione formativa e sociale, Pensa Multimedia, Lecce 2016 
5*Integrazione e inclusione scolastica come ‘diritto sociale’. Il caso delle difficoltà di apprendimentoP. Mulè, a cura di, Il docente promotore dell’inclusione formativa e sociale, Pensa Multimedia, Lecce 2016  
6*Il docente promotore dell’integrazione e dell’ inclusione formativa e sociale nella scuola italianaP. Mulè, a cura di, Il docente promotore dell’inclusione formativa e sociale, Pensa Multimedia, Lecce 2016  
7*Interventi educativi e inclusione formativa e socialeP. Mulè, a cura di, Il docente promotore dell’inclusione formativa e sociale, Pensa Multimedia, Lecce 2016 
8*Riflessioni pedagogiche sulla Classificazione Internazionale del Funzionamento Umano (ICF).P. Mulè, a cura di, Il docente promotore dell’inclusione formativa e sociale, Pensa Multimedia, Lecce 2016 
9*La Matrice Ecologica a Scuola: utilizzo estensivo dell’ICF CY per la definizione degli Obiettivi di Miglioramento della Qualità di Vita a Scuola e la Pianificazione Educativa PersonalizzataP. Mulè, a cura di, Il docente promotore dell’inclusione formativa e sociale, Pensa Multimedia, Lecce 2016  
10*Strumenti e metodi per l’individuazione delle capacità e per lo sviluppo delle competenze dei soggetti disabili. Il punto di vista psicologico.P. Mulè, a cura di, Il docente promotore dell’inclusione formativa e sociale, Pensa Multimedia, Lecce 2016  
11*Strumenti e metodi per l’individuazione delle risorse da impiegare per l’integrazione sussidiaria dei disabiliP. Mulè, a cura di, Il docente promotore dell’inclusione formativa e sociale, Pensa Multimedia, Lecce 2016 
* Conoscenze minime irrinunciabili per il superamento dell'esame.

N.B. La conoscenza degli argomenti contrassegnati con l'asterisco è condizione necessaria ma non sufficiente per il superamento dell'esame. Rispondere in maniera sufficiente o anche più che sufficiente alle domande su tali argomenti non assicura, pertanto, il superamento dell'esame.

VERIFICA DELL'APPRENDIMENTO

Modalità di verifica dell'apprendimento

  • LA PEDAGOGIA DELLA CURA E DELL'INCLUSIONE

    La valutazione sarà in modalità orale e ci sarà anche una prova in itinere.

  • LA PROGETTAZIONE DI PERCORSI FORMATIVI INCLUSIVI

    La valutazione sarà in modalità orale e ci sarà anche una prova in itinere.


Prove in itinere

  • LA PEDAGOGIA DELLA CURA E DELL'INCLUSIONE

    Nel corso è prevista una prova in itinere che riguarderà un lavoro di gruppo sulle tematiche sviluppate in due testi dei moduli. Alla prova potranno partecipare gli studenti che regolarmente seguono le lezioni.

  • LA PROGETTAZIONE DI PERCORSI FORMATIVI INCLUSIVI

    Nel corso è prevista una prova in itinere che riguarderà un lavoro di gruppo sulle tematiche sviluppate in due testi dei moduli. Alla prova potranno partecipare gli studenti che regolarmente seguono le lezioni.


Prove di fine corso

  • LA PEDAGOGIA DELLA CURA E DELL'INCLUSIONE

    La prova finale si svolgerà oralmente sui testi rimanenti per coloro che hanno svolto la prova in itinere, mentre su tutti i testi del programma per coloro che non intendono seguire le lezioni.

  • LA PROGETTAZIONE DI PERCORSI FORMATIVI INCLUSIVI

    La prova finale si svolgerà oralmente sui testi rimanenti per coloro che hanno svolto la prova in itinere, mentre su tutti i testi del programma per coloro che non intendono seguire le lezioni.


Esempi di domande e/o esercizi frequenti

  • LA PEDAGOGIA DELLA CURA E DELL'INCLUSIONE

    Saranno formulate domande sui temi centrali dei volumi studiati.

  • LA PROGETTAZIONE DI PERCORSI FORMATIVI INCLUSIVI

    Saranno formulate domande sui temi centrali dei volumi studiati.