LE ELEZIONI NELLA CRISI DELLO STATO LIBERALE (1919-1924)
Martedì 15 aprile, alle ore 10.00, presso il Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali (Sala conferenze del Polo didattico di via Gravina n. 12), si terrà un incontro dal titolo Le elezioni nella crisi dello Stato liberale (1919-1924), in occasione del quale verranno presentati i volumi dedicati alle consultazioni italiane del 1919, 1920-21 e 1924.
Ai saluti di Pinella Di Gregorio, Direttore del DSPS, seguiranno gli interventi di Andrea Baravelli (Università di Ferrara), Tito Forcellese (Università di Teramo), Maurizio Ridolfi (Università della Tuscia) e Giovanni Schininà (Università di Catania).
I VOLUMI
Le elezioni del 1919. Alle origini del sistema politico dell'Italia contemporanea, a cura di Giovanni Schininà:
Le prime elezioni a suffragio universale maschile e con legge proporzionale in Italia, tenutesi il 16 novembre 1919, segnarono il trionfo del partito socialista e del partito popolare e la fine di una autonoma maggioranza liberale alla Camera. All'atto di nascita di un sistema centrato sui partiti di massa non seguì tuttavia la democratizzazione del sistema parlamentare. Gli autori del volume rileggono questo nodo cruciale, incrociando quali fili conduttori il contesto internazionale, la campagna elettorale, il grado di continuità e discontinuità del voto rispetto al passato, le ipoteche sul futuro. L'evoluzione delle culture politiche territoriali, le ambiguità della riforma elettorale e dei partiti di massa, la persistenza della frattura tra neutralismo e interventismo, la forza della retorica e del mito sono tra quei fattori che rendono il 1919 un anno spartiacque e, per molti aspetti, fondante del sistema politico dell'Italia contemporanea.
Le elezioni del 1920-1921. La nazione e i territori nella crisi del primo dopoguerra, a cura di Tito Forcellese e Gerardo Nicolosi:
Nella storia del Novecento l’osservazione dei cicli e dei comportamenti elettorali permette di coniugare in modo fecondo gli aspetti politico-istituzionali con quelli socio-culturali. Oggetto di questo volume è la crisi del primo dopoguerra; dopo aver guardato alle elezioni spartiacque del 1919, qui si indaga il biennio elettorale 1919-1921, quando nel giro di pochi mesi la successione di un voto prima amministrativo e quindi politico segnò in modo profondo l’assetto delle istituzioni liberali.Il quadro generale viene accompagnato da alcuni esemplari casi di studio, con attenzione ai diversi sistemi elettorali e alle organizzazioni politiche di massa, alle culture politiche territoriali e ai linguaggi della comunicazione nella società post bellica. Declinare i temi di indagine attraverso la diade nazione e territori offre un peculiare angolo visuale grazie a cui guardare alla prefigurazione di “blocchi” sociali e linee di frattura, tra centro e periferia, che avrebbero distinto il collasso delle istituzioni rappresentative nel successivo biennio elettorale 1923-1924.
Le elezioni del 1924. Interpretazioni, protagonisti e dinamiche di uno snodo epocale, a cura di Andrea Baravelli:
Le elezioni del 1924 costituiscono uno snodo cruciale nella storia dell’immediato dopoguerra. Non solo perché sancirono il definitivo abbandono dell’apertura nei confronti dei partiti e della realtà della politica di massa, ma anche per il ruolo che ebbero nell’assoggettare quel che rimaneva di libero all’interno dell’aula parlamentare. A dispetto della riconosciuta loro importanza, la storiografia si è però fin qui scarsamente interessata dell’argomento. Per rimediare al relativo vuoto di studi si è pensato al presente volume, che intende porre l’attenzione su un insieme di questioni. Anzitutto, la necessità di inquadrare quel passaggio all’interno di una dimensione comparata europea, un po’ ovunque contrassegnata dal processo di progressivo adattamento dei sistemi politici alle grandi trasformazioni prodotte dalla guerra. Ma non solo. È ugualmente necessario insistere sui caratteri di novità di quella campagna elettorale che, pur non distinguendosi troppo dal passato, quanto meno rispetto all’uso dei tradizionali strumenti della politica dei notabili, registrò tuttavia una ragguardevole accelerazione per quel che riguarda la spettacolarizzazione – attraverso lo sfoggio di colori, l’uso degli altoparlanti e dei manifesti – del momento del voto. Sono solamente alcuni degli elementi notevoli delle elezioni del 1924, ma moltissimi altri potranno essere rintracciati da chi avrà la pazienza di immergersi in questa storia.
