Vincenzo Antonelli

Professore ordinario di Diritto amministrativo e pubblico [GIUR-06/A]
VISUALIZZA GLI INSEGNAMENTI DALL'A.A. 2022/2023 AD OGGI

Si comunica che la lezione del corso di Istituzioni di diritto pubblico L 16  dell'11 ottobre sarà recuperata l'11 dicembre h 16 - 18.

Si comunica che la lezione di  giovedì 11 dicembre h 8-10 si svolgerà sabato 13 dicembre h 10-12.

Sono altresì confermate le lezioni di giovedì 11 dicembre h 16-18, venerdì 12 dicembre h 8-10 e sabato 13 dicembre h 8-10.

 

5 DICEMBRE 2025 H 16
AULA MAGNA – PALAZZO PEDAGAGGI, VIA VITTORIO EMANUELE II, 51

Introduce e modera
Vincenzo Antonelli 
Professore ordinario di Diritto amministrativo e pubblico 
Università degli studi di Catania

Relazionano

Ida Nicotra
Presidente della Scuola Superiore di Catania

Antonio Perdichizzi
Presidente Isola Catania Impresa Sociale e Fondazione Marea

Giovanna Perniciaro
Consigliere parlamentare dell’Assemblea Regionale Siciliana

Edoardo Raffiotta
Professore associato di Diritto costituzionale e pubblico
Università degli studi Milano-Bicocca


Convegno finale del ciclo di seminari su Intelligenza Artificiale e Diritto: strumenti, metodi e prospettive del Corso di Laurea in Scienze dell’amministrazione e dell’organizzazione

Direzione e coordinamento scientifico
Vincenzo Antonelli

3 DICEMBRE 2025 - ORE 10.00
AULA CONFERENZE – VIA GRAVINA

    
Presentazione del Libro “La nazione plurale. Individuo, comunità e Costituzione” di Alessandro Sterpa, Editoriale Scientifica, 2025

Ne discutono con l’Autore, Alessandro Sterpa 

Vincenzo Antonelli
Professore ordinario di diritto amministrativo
e pubblico - Università degli Studi di Catania

Ida Nicotra
Presidente della Scuola Superiore di Catania - Università degli Studi di Catania

Francesco Paterniti
Professore associato di diritto costituzionale e pubblico - Università degli Studi di Catania

 

28 NOVEMBRE 2025 H 16-18

AULA CONFERENZE – VIA GRAVINA

 

Introduce

Vincenzo Antonelli

Professore ordinario di Diritto amministrativo e pubblico DSPS - UNICT

 

Relaziona

Andrea Giurdanella

Consigliere parlamentare dell’Assemblea Regionale Siciliana

 

Incontro organizzato nell’ambito del ciclo di seminari su Intelligenza Artificiale e Diritto: strumenti, metodi e prospettive del Corso di Laurea in Scienze dell’amministrazione e dell’organizzazione, con la direzione e il coordinamento scientifico del prof. Vincenzo Antonelli

Si comunica che la lezione del 4 dicembre del corso di Istituzioni di diritto pubblico L 16 non si svolgerà e sarà recuperata il 27 novembre h 16-18.

22 novembre 2025 h 10-13
ISOLA - PALAZZO BISCARI - INGRESSO PIAZZA CARDINALE PAPPALARDO 23
 
Saluti istituzionali
 
Intervengono
Vincenzo Antonelli - Professore ordinario di diritto amministrativo e pubblico - Università degli Studi di Catania
Alessandro Morelli - Professore ordinario di diritto costituzionale e pubblico - Università degli Studi di Messina
Ida Nicotra - Presidente della Scuola Superiore di Catania 
Fausto Vecchio - Professore ordinario di diritto pubblico comparato - Università degli Studi di Enna “Kore”
 
Modera Antonello Piraneo - Direttore de La Sicilia
 
Convegno, organizzato in collaborazione con SICILBANCA, FONDAZIONE SICANA, Gruppo Europeo di Cooperazione Territoriale dell'Arcipelago Mediterraneo ARCHIMED, in occasione della presentazione del Libro “L'altro regionalismo. Per un’autonomia comunitaria” di Andrea Piraino, Donzelli editore, 2025

Si terrà venerdì 21 novembre 2025, ore 15.30 presso l'Aula Magna Dipartimento di Scienze politiche e sociali il convegno "Il dialogo tra le giurisdizioni: giudice civile ed amministrativo a confronto" organizzato in collaborazione con il Centro di studi e di formazione professionale in materia giuridica “Avvocato Salvatore Mauceri” e l'Ordine degli Avvocati di Catania.

Indirizzi di saluto

Prof.ssa Francesca Longo - Direttore del Dipartimento di Scienze politiche e sociali


Avv. Antonino Distefano - Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Catania


Introduzione ai lavori

Prof. Avv. Giovanni Di Rosa - Università degli Studi di Catania – Presidente Comitato Scientifico Centro di Studi


Presiede e coordina

Prof. Avv. Vincenzo Antonelli - Università degli Studi di Catania


Relazioni


Il riparto di giurisdizione nelle controversie relative al danno ambientale

Cons. Roberta Crucitti - Consigliere della Corte di Cassazione


La tutela dell'affidamento incolpevole con riferimento all'attività procedimentale e provvedimentale dell'amministrazione

Cons. Vincenzo Neri - Presidente di sezione del Consiglio di Stato


Principi del diritto e cultura della giurisdizione

Avv. Andrea Scuderi - Foro di Catania

20 NOVEMBRE 2025 H 16-18
AULA CONFERENZE – VIA GRAVINA
 
Introduce
Vincenzo Antonelli 
Professore ordinario di Diritto amministrativo e pubblico DSPS - UNICT
 
Relazionano
Martina Motta
Avvocato
 
Giovanni Magnano
Funzionario pubblico 
 
Incontro organizzato nell’ambito del ciclo di seminari su Intelligenza Artificiale e Diritto: strumenti, metodi e prospettive del Corso di Laurea in Scienze dell’amministrazione e dell’organizzazione, con la direzione e il coordinamento scientifico del prof. Vincenzo Antonelli

Si comunica che la lezione del corso di Dirtto pubblico ed amministrativo L 39-40 del 24 novembre prossimo non si svolgerà e sarà recuperata il 14 novembre h 16-18

 

Si comunica che la lezione del corso di Diritto pubblicio ed amministrativo L 39-40 del 10 novembre prossimo non si svolgerà e sarà recuperata il 13 novembre h 16-18.

7 NOVEMBRE 2025 H 16-18

AULA CONFERENZE – VIA GRAVINA

Introduce

Vincenzo Antonelli

Professore ordinario di Diritto amministrativo e pubblico DSPS - UNICT

 

Relaziona

Alfredo Spitaleri

Magistrato

 

Incontro organizzato nell’ambito del ciclo di seminari su Intelligenza Artificiale e Diritto: strumenti, metodi e prospettive

 

31 OTTOBRE 2025 H 16-18

AULA CONFERENZE – VIA GRAVINA

Introduce

Vincenzo Antonelli

Professore ordinario di Diritto amministrativo e pubblico DSPS - UNICT

 

Relaziona

Alfredo Spitaleri

Magistrato

Incontro organizzato nell’ambito del ciclo di seminari su Intelligenza Artificiale e Diritto: strumenti, metodi e prospettive del Corso di Laurea in Scienze dell’amministrazione e dell’organizzazione.

 

Si comunica che nei giorni 29 ottobre e 4 novembre le lezioni del corso di Diritto pubblico ed amministrativo L 39 - L 40 non si svolgeranno e saranno recuperate nei giorni 24 ottobre h 16-18 e 30 ottobre h 16-18.

Ciclo di Seminari organizzato nell’ambito del Corso di Laurea in Scienze dell’amministrazione e dell’organizzazione.

Aula Conferenze sede di Via Gravina

 

23 ottobre 2025 h 16-18

Introduzione all’Intelligenza Artificiale

e ai Large Language Models

Giampaolo Bella (Professore ordinario di informatica DSPS - UNICT)

 

31 ottobre 2025 h 16-18

IA e ricerca giurisprudenziale: dal database al ragionamento assistito

Alfredo Spitaleri (Magistrato)

 

7 novembre 2025 h 16-18

Scrivere con l’Intelligenza Artificiale

Alfredo Spitaleri (Magistrato)

 

20 novembre 2025 h 16-18

L’IA e la pubblica amministrazione

Martina Motta (Avvocato) – Giovanni Magnano (Funzionario pubblico)

 

28 novembre 2025 h 16-18

Scrivere una legge

Fabio Francesco Pagano (Consigliere parlamentare

dell’Assemblea Regionale Siciliana)

 

5 dicembre 2025 h 16-18

Tavola rotonda IA, diritto e professioni

Il 17 OTTOBRE 2025, ORE 8.30-10.00, in AULA CONFERENZE- SEDE DI VIA GRAVINA sarà presentato il libro “L’etica stanca” di Rocco D’Ambrosio, Studium, 2025.

Introduce e modera:
Prof. Vincenzo Antonelli (Ordinario di diritto amministrativo e pubblico DSPS - UNICT)

Intervengono:
Prof.ssa Ida Nicotra (Presidente della Scuola Superiore di Catania - UNICT)
Pref. Pietro Signoriello (Prefetto di Catania)


Sarà presente l’Autore

Partendo dal libro L’etica stanca di Rocco D’Ambrosio autorevoli rappresentanti delle istituzioni si confronteranno sulle sfide attuali dell’etica pubblica

 

Si comunica che le lezioni del Corso di Istituzioni di diritto pubblico L 16 sono sospese nei giorni 9, 10 e 11 ottobre.

Si comunica che l'inizio delle lezioni del corso di Istituzioni di diritto pubblico L 16 è previsto per il 3 ottobre. Le lezioni si svolgeranno anche il 4 ottobre.

 

La preparazione e la scrittura della tesi

 

L’assegnazione della tesi

Lo studente, sulla base dei propri interessi e delle opportunità di ricerca di cui dispone, sceglie il tema inerente all’insegnamento sul quale intende scrivere l’elaborato conclusivo.

Il docente-relatore insieme allo studente nell’ambito di un primo confronto delimitano l’argomento dell’indagine e definiscono, se è possibile, il titolo della tesi.

 

Vademecum del corso di laurea

La tesi dovrà essere elaborata e redatta secondo le linee guida o vademecum adottati da ciascun corso di laurea e resi disponibili sul relativo sito.

 

Il lavoro di preparazione

Il lavoro di preparazione della tesi può essere suddiviso in fasi. Tale articolazione è proposta solo a titolo esemplificativo e di massima: sarebbe sbagliato interpretarla in maniera rigida.

 

Prima fase - ricerca bibliografica

Contestualmente o subito dopo la definizione dell’argomento e del titolo, lo studente conduce una ricerca bibliografica, che deve essere completa ed esauriente.

Occorre prestare, pertanto, molta attenzione alla preparazione della bibliografia. La ricerca di quest'ultima può suddividersi in due momenti: il primo è diretto a individuare le opere che (anche in senso lato) riguardano il tema da affrontare; il secondo mira a catalogare tutti i documenti che possono essere utili ai fini della stesura della tesi.

Sarà opportuno verificare con il relatore se catalogare tutto il materiale consultato sotto un unico elenco alfabetico oppure partitamente, distinguendo monografie, saggi etc.

 

Seconda fase – lettura dei testi

Una volta reperiti i testi, occorre leggerli.

È consigliato procedere ad una “schedatura” dei testi.

Le schede consistono in un appunto di lunghezza variabile (a seconda dell'interesse dell'opera schedata) nel quale, oltre ai riferimenti bibliografici indispensabili, si riportano la sintesi del testo e le citazioni che si ritiene utilizzabili nella tesi (con relativa indicazione della pagina dalla quale ciascuna è stata tratta). In seguito, queste schede diventeranno il riferimento fondamentale sia per la redazione del testo e delle note, sia per la predisposizione della bibliografia.

 

Terza fase - indice

Terminato l’esame della documentazione, innanzitutto, occorre redigere uno schema di lavoro (indice di massima) da sottoporre al relatore per l'approvazione (questa fase, peraltro, può anche essere avviata nel corso di una delle precedenti, nel caso in cui sia già possibile delineare l'impianto del lavoro).

L'indice, che ben può essere modificato nel corso del lavoro, deve rappresentare lo sviluppo logico della tesi ed avere un impianto tendenzialmente organico. Quanto più risulta accurato, tanto più diviene efficace l'impostazione della ricerca e anche la facilità con la quale, nella fase successiva, lo studente può scrivere il lavoro.

Inoltre, occorre procedere alla revisione del materiale reperito e alla sua suddivisione fra le diverse parti (capitolo o paragrafo) della tesi secondo l'indice provvisorio.

 

Quarta fase – stesura dei capitoli

A questo punto, è possibile procedere alla stesura della prima bozza delle parti della tesi.

Di solito si segue l'ordine dell'indice; è possibile, però, sviluppare in ordine diverso le varie parti (a meno che ciò non pregiudichi il lavoro).

Le varie versioni di tali parti vanno sottoposte al relatore, per conoscerne le osservazioni (i testi - possibilmente interi capitoli - devono essere corredati della versione aggiornata dell'indice provvisorio, in modo da consentire la migliore valutazione del materiale; non devono essere sottoposte al relatore tesi già complete o quasi complete).

In linea di massima, una tesi non deve essere inutilmente lunga. E' assai più apprezzabile curare un'argomentazione serrata e tecnicamente accurata, piuttosto che ricorrere ad una esposizione che non ha contenuto veramente rilevante e denuncia l'inadeguata capacità di sintesi dell'autore.

La stesura dei capitoli della tesi sarà supportata ed accompagnata da un costante confronto personale dello studente con il docente-relatore.

 

Quinta fase - rilettura

Completata la stesura dell'intera tesi, è necessario procedere alla lettura coordinata del lavoro e, poi, alla redazione dell'introduzione e delle conclusioni.

L'introduzione deve essere rivolta a:

-  presentare l'oggetto della tesi, individuandone i confini;

-  giustificare la scelta dell'oggetto e spiegare le ragioni della delimitazione di cui sopra;

-  illustrare sinteticamente la metodologia utilizzata e le fonti cui si è fatto ricorso;

-  eventualmente, anticipare in estrema sintesi la tesi che si è ritenuto di sottoporre a verifica e le conclusioni cui si è pervenuti.

Le conclusioni, invece, devono dare conto sintetico dei risultati della ricerca, in raffronto con l'eventuale ipotesi iniziale.

 

Sesta fase - editing

Completata la redazione delle singole parti, occorre verificarne l’organicità, curandone gli aspetti formali (errori di battitura, punteggiatura, uso delle maiuscole, citazioni, ecc.), aggiungendo la bibliografia, numerando correttamente capitoli e paragrafi, titolando i capitoli (e in alcuni casi i paragrafi), controllando l’apparato di note e aggiungendo (previa intesa col relatore) eventuale documentazione indispensabile (che in linea di massima deve essere di difficile reperibilità, in quanto non si giustifica l'inserimento di materiale facilmente disponibile).

La numerazione dei capitoli va fatta in numeri romani, mentre quella dei paragrafi in numeri arabi; per i punti vanno utilizzati i doppi numeri arabi.

 

Settima fase – approvazione finale

Quando è completo, il lavoro va sottoposto al relatore per la verifica complessiva. Se questa ha esito positivo, si può procedere al caricamento definitivo del testo sul portale dell’Università e alla stampa secondo le indicazioni contenute nel vademecum del rispettivo corso di laurea.

 

Regole redazionali

La tesi va scritta seguendo le regole redazionali e i criteri di editing fissati nel vademecum del rispettivo corso di laurea.

Si riportano di seguito ulteriori regole redazionali per le tesi in materie giuridiche.

note: a piè di pagina con numerazione progressiva

b)  per la bibliografia da inserire in calce alla tesi: deve essere costituita solo dalle opere effettivamente consultate ed usate ai fini del lavoro, con esclusione di quelle di cui si sia trovata traccia in altre opere, ma che non si è ritenuto opportuno consultare oppure che non è stato possibile reperire (eventualmente, d'intesa con il docente, si potrà dar conto di queste ulteriori opere in una nota a parte). In entrambi i casi, ovviamente, le opere indicate in bibliografia saranno elencate in ordine alfabetico per autore. Infine, può essere utile far precedere la bibliografia da una nota bibliografica, nella quale il candidato spiega, in relazione agli argomenti della tesi, quali sono le fonti più interessanti, chiarendone le ragioni.

c)  per le citazioni, nel testo e in nota:

       per la legislazione, si deve indicare, la prima volta, il provvedimento per esteso, completo di data e numero (es.: legge 7 agosto 1990, n. 241). In seguito, lo stesso provvedimento deve essere indicato in forma abbreviata (es.: l. n. 241/1990). L'articolo precede l'indicazione eventuale del comma di riferimento e del provvedimento (es.: art. 1, comma 1, della l. n. 241/1990);

       per la giurisprudenza, le decisioni devono essere segnalate, la prima volta, con l'indicazione per esteso dell'organo giudicante, della data e del numero (es.: Consiglio di Stato, sez. IV, 8 gennaio 1995, n. 1), nonché del luogo dove la decisione è pubblicata (nome della rivista, anno, parte, pagina). In seguito, la stessa decisione deve essere indicata in forma abbreviata (es.: Cons. St., IV, n. 1/1995);

       per la dottrina, le monografie devono essere citate con il cognome dell'autore preceduto dall'iniziale del nome, il titolo completo dell'opera, l'editore, il luogo e l'anno di pubblicazione e, eventualmente, la pagina cui si fa riferimento. Gli scritti contenuti in opere collettive, dizionari, enciclopedie, ecc., devono essere citati con l'indicazione, oltre che dell'autore e del titolo, dell'opera di cui fanno parte (sempre con il titolo completo dell'opera, il luogo e l'anno di pubblicazione e, eventualmente, la pagina cui si fa riferimento). Gli scritti contenuti in riviste devono essere citati con l'indicazione, oltre che dell'autore e del titolo, della rivista, dell'anno di pubblicazione, della parte e della pagina o del link; i titoli delle riviste, dei dizionari e delle enciclopedie italiane devono essere abbreviati, mentre quelli delle riviste, dei dizionari e delle enciclopedie straniere devono essere scritti per esteso. Citando la stessa opera per la seconda volta, deve essere indicato l'autore e le prime parole del titolo seguite dall'abbreviazione “cit.”;

       per le abbreviazioni si devono seguire i criteri più in uso;

       l'uso delle maiuscole deve essere limitato ai nomi propri (es.: i ministeri, il Ministero del tesoro);

       i nomi di enti, associazioni, organizzazioni, ecc. devono essere indicati, la prima volta, per esteso, con la sola prima iniziale maiuscola, seguiti dalla sigla, tra parentesi e, anche in questo caso, con la sola prima iniziale maiuscola (es.: Organizzazione delle nazioni unite (Onu). In seguito, deve essere utilizzata solo la sigla;

       i numeri nel testo vanno citati per esteso (es.: gli anni novanta, due per cento);

       le parole ed i nomi stranieri vanno scritti in corsivo.

 

L’originalità

La tesi deve costituire un contributo originale da parte dell’allievo sull’oggetto di ricerca concordato.

In qualche caso, può trattarsi di originalità in senso proprio, cioè di una ricerca effettivamente nuova e mai svolta prima.

Più spesso, invece, si tratta di originalità in senso improprio, cioè più limitato. In tali casi, la tesi costituisce un lavoro che il candidato ha personalmente assemblato sulla base della letteratura e della documentazione esistenti. In tal modo, il contenuto finisce per non essere nuovo: tuttavia, lo è il modo come è stato organizzato ed esposto, lo sono il corredo bibliografico e di documentazione, nonché le eventuali considerazioni dell’Autore sul tema. L'originalità così intesa è condizione indispensabile per rendere accettabile la tesi.

Quasi tutte le tesi comprendono parti più o meno estese riprese da lavori precedenti: una minima correttezza scientifica, però, impone che tali parti siano riportate fra virgolette e attribuite all'autore. E' più apprezzabile una tesi compilativa (una sorta di rassegna di ciò che su un determinato argomento è stato scritto), dalla quale emerge con chiarezza ogni fonte, piuttosto che un lavoro che occulti più o meno coscientemente riproduzioni di altri testi. Proprio allo scopo di rendere possibile una verifica delle fonti, una tesi per essere accettabile deve essere corredata da un apparato adeguato di note. Ogni affermazione ed ogni citazione devono essere supportate da una nota che indica da dove sono state tratte (da quale opera e a quale pagina).

E’ fondamentale che il lavoro prodotto sia il risultato di un apporto personale e presenti spunti di originalità e che le opinioni e i risultati altrui siano riconoscibili attraverso gli opportuni riferimenti bibliografici.

Sarà svolta un controllo sul testo della tesi per rilevare ogni forma di plagio al fine di garantire la qualità del processo formativo e una corretta valutazione dell’impegno dello studente.

 

Utilizzo dell’intelligenza artificiale

 

Sempre più spesso lo studente ricorre all’intelligenza artificiale per elaborare e scrivere la tesi.

Il ricorso a ChatGPT, Gemini, DALL.E., Midjourney, ClaudeAI, ecc o ad altri modelli di LLM (Large Language Model), oltre ad incidere sull’originalità dell’elaborato e ad esporre lo studente a possibili sanzioni penali per plagio, finisce per rendere “inutile” il lavoro di scrittura della tesi, e per privare lo studente di un momento di crescita personale rinunciando all’elaborazione di un pensiero originale e personale a conclusione del percorso formativo e di studio.

Rispetto ad un mero divieto assoluto di utilizzo di queste nuove tecnologie è consigliato un loro uso corretto, sicuro, intelligente, critico e responsabile nella redazione della tesi.

Di seguito si riportano alcune indicazioni per l’utilizzo dell’intelligenza artificiale nella composizione e nella stesura della tesi (tratte da https://www.unisi.it/sites/default/files/albo_pretorio/allegati/Linee%20guida%20UNISI%20Chat%20GPT_.pdf ; https://www.unipr.it/sites/default/files/2025-05/Linee%20guida%20per%20l%27utilizzo%20responsabile%20dell%E2%80%99intelligenza%20artificiale%20in%20ambito%20didattico%20e%20di%20ricerca_0.pdf ; https://www.unive.it/pag/fileadmin/user_upload/ateneo/norme_regolamenti/regolamenti/servizi-informatici/Linee_Guida_IA_Didattica.pdf ).

L’intelligenza artificiale generativa è una tecnologia in grado di creare contenuti originali, come testi, immagini, musica, video e codice, utilizzando modelli “allenati” su un'ampia quantità di dati, a partire da un input o da un cosiddetto “prompt”.

Questi strumenti possono rappresentare risorse preziose per il lavoro di tesi, ma è essenziale utilizzarli con serietà, responsabilità e attenzione, consapevoli che, accanto ai numerosi vantaggi, esistono anche potenziali rischi.

Occorre infatti ricordare che possono restituire risultati sbagliati, imprecisi anche quando sembrano plausibili. È dunque necessaria una verifica puntuale dei risultati prima di pubblicare qualsiasi contenuto.

Tra le potenzialità principali vi è la capacità di velocizzare i processi creativi, fornire supporto nella risoluzione di problemi complessi, migliorare la produttività (assistenza in attività ripetitive come analisi dei dati, traduzioni e revisione linguistica) e offrire assistenza nella generazione di idee (brainstorming) o di contenuti (immagini, video, infografiche, testi).

Tuttavia, presentano anche limiti e rischi significativi: possono produrre informazioni imprecise, fuorvianti o completamente errate (allucinazioni), possono generare contenuti inappropriati o non conformi a vincoli etici e possono presentare problematiche relative a privacy, sicurezza e copyright.

Un utilizzo informato, consapevole e responsabile di tali strumenti è quindi fondamentale per bilanciare i vantaggi dell’IA generativa con la gestione dei suoi rischi.

In ossequio alle migliori pratiche adottate a livello accademico l’uso dell’IA è considerato appropriato per migliorare la comprensione di testi ed effettuare revisioni grammaticali o stilistiche degli elaborati, ma non è considerato appropriato generare contenuti e riutilizzarli integralmente.

Quello che segue è un elenco non esaustivo di possibili usi dell’IA che sono ritenuti appropriati in ambito accademico:

  • brainstorming: l'IA può suggerire idee creative, prospettive diverse e offrire feedback costruttivi su concetti già esistenti; è consentita la generazione di bozze di testi per relazioni, articoli basati su informazioni pubbliche e materiali didattici (previa esplicita dichiarazione dell’uso degli strumenti di IA – si veda in seguito);
  • supporto per la creazione di titoli: strumenti di IA possono individuare temi comuni e proporre bozze di titoli, sottotitoli, intestazioni di siti web, ecc.;
  • ottimizzazione per i motori di ricerca (SEO): l’IA può velocemente supportare nella ricerca di parole chiave e nell’analisi di fattori come leggibilità dei contenuti, utilizzo di keyword e rilevanza per migliorare la qualità e le prestazioni delle pagine web;
  • creazione di traduzioni di servizio di testi pubblicamente disponibili;
  • suggerimenti per la riformulazione di testi per il miglioramento grammaticale nella propria lingua madre o in lingua straniera o di linguaggio di genere;
  • generazione di un’immagine o miglioramento di una già esistente: è considerato uno strumento di assistenza che può aumentare la produttività e migliorare la qualità visiva dei materiali. Tuttavia, occorre sottolineare che lo scopo principale degli strumenti di IA è quello di assistere e aumentare la creatività umana e non di sostituirla. Inoltre, è fondamentale garantire che l'uso di questi strumenti non alteri in modo sostanziale il contesto o l'integrità dell'immagine, mantenendone l'autenticità e il messaggio desiderato.

 

Gli strumenti di IA non possono essere utilizzati per creare interi contenuti scritti ma solo, come dichiarato nel paragrafo precedente, per attività come il brainstorming, la stesura di titoli, la creazione di messaggi mirati ecc..

In merito all’utilizzo di strumenti di IA generativa per la stesura della tesi può essere consentita, in accordo con il relatore, l'eventuale generazione automatica di frasi e paragrafi coerenti con l’argomento trattato.

 

L’utilizzo di IA generativa per la stesura della tesi deve essere dichiarato esplicitamente, con indicazione chiara dello strumento utilizzato, della versione e dello scopo. Non dichiarare l’uso di IA costituisce una violazione delle norme sull’integrità accademica. A tal proposito si ricorda che il plagio è l’atto di presentare come proprio un contenuto altrui, senza attribuirne correttamente la paternità. Ciò include non solo testi, immagini, dati o idee prodotti da altri, ma anche contenuti generati tramite strumenti di Intelligenza Artificiale (IA).

L’uso dell’IA non deve essere inteso in sostituzione dello svolgimento dei propri compiti, ma quale supporto all’attività posta in essere da ciascuno, che deve rimanere frutto della propria creatività e di un’autonoma valutazione.

Ciò rileva, tenuto conto che, ai sensi della legge 19/04/1925, n. 475: “Chiunque in esami o concorsi, prescritti o richiesti da autorità o pubbliche amministrazioni per il conferimento di lauree o di ogni altro grado o titolo scolastico o accademico, per l'abilitazione all’insegnamento ed all'esercizio di una professione, per il rilascio di diplomi o patenti, presenta, come propri, dissertazioni, studi, pubblicazioni, progetti tecnici e, in genere, lavori che siano opera di altri, è punito con la reclusione da tre mesi ad un anno. La pena della reclusione non può essere inferiore a sei mesi qualora l'intento sia conseguito”.

L’appropriazione, totale o parziale, di lavoro altrui, letterario, artistico, o simile, che si voglia spacciare per proprio determina l’ipotesi di reato di cui sopra.

 

È FATTO, DUNQUE, OBBLIGO ALLO STUDENTE CHE UTILIZZA IN MODO ADEGUATO E LECITO GLI STRUMENTI DI INTELLIGENZA ARTIFICIALE PER LA COMPOSIZIONE E LA REDAZIONE DELLA TESI DI INDICARE NELLA TESI DI LAUREA IN MODO CHIARO E SPECIFICO SE E IN CHE MISURA HA UTILIZZATO TECNOLOGIE DI INTELLIGENZA ARTIFICIALE COME CHATGPT (O ALTRI LLM) NELLA PREPARAZIONE E NELLA SCRITTURA DELLA TESI.

LA DICHIARAZIONE DEVE ESSERE RIPORTATA E CONTENUTA IN UNA PAGINA APPOSITA COLLOCATA DOPO L’INDICE DELLA TESI.

 

Di seguito le indicazioni che devono essere riportate:

  • indicare sempre il nome dello strumento di IA utilizzato, l’azienda sviluppatrice e la versione (ad esempio, OpenAI ChatGPT-3.5);
  • indicare la data di utilizzo dello strumento di IA;
  • indicare il nome della persona che lo ha utilizzato;
  • indicare lo scopo per cui è stato utilizzato (brainstorming, revisione linguistica, revisione finale, ecc.);
  • se possibile, includere dettagli sulle richieste inserite ed eventualmente le risposte ricevute (si può copiare il link pubblico alla chat, cliccando sul pulsante di condivisione).

Esempio: “Testo generato con ChatGPT (OpenAI, versione 3.5) il 9 dicembre 2024, utilizzato per brainstorming su idee progettuali”.

 

Vincenzo Antonelli

Catania, 25 settembre 2025