ANTROPOLOGIA DEL WELFARE
Anno accademico 2026/2027 - Docente:
MARA BENADUSI
Risultati di apprendimento attesi
Attraverso un approccio integrato tra teoria e pratica, il corso intende formare professionisti consapevoli delle implicazioni culturali del lavoro sociale, capaci di operare con sensibilità, responsabilità e competenza nei contesti della cura e dell’inclusione. In particolare, il corso punta al raggiungimento dei seguenti risultati di apprendimento:
Capacità di comprensione
Al termine del corso, studenti e studentesse saranno in grado di dimostrare una solida conoscenza dei concetti fondamentali dell’antropologia culturale e di analizzarne criticamente la rilevanza e l’applicabilità nei contesti del lavoro sociale e delle politiche di welfare.- Conoscenze applicate
Studenti e studentesse saranno in grado di applicare gli approcci teorici e gli strumenti metodologici dell’antropologia all’analisi di situazioni concrete nei servizi alla persona. In particolare, sapranno utilizzare il metodo dell’osservazione partecipante per interpretare le dimensioni morali, culturali e relazionali dei contesti di cura. - Autonomia di giudizio
Il percorso formativo favorirà lo sviluppo del pensiero critico e della capacità di analisi autonoma. Studenti e studentesse saranno in grado di valutare in modo consapevole i contesti di intervento, riconoscendo la complessità delle relazioni di reciprocità e le implicazioni culturali connesse alla propria azione professionale. - Capacità comunicative
Attraverso discussioni, esercitazioni e lavori di gruppo, studenti e studentesse svilupperanno la capacità di esprimere in modo chiaro, pertinente e riflessivo idee, analisi e argomentazioni, utilizzando un linguaggio adeguato ai contesti educativi e professionali del lavoro sociale. - Capacità di apprendere (imparare ad imparare)
Il corso promuoverà un approccio attivo e collaborativo all’apprendimento, incoraggiando la capacità di proseguire autonomamente nel proprio percorso formativo e di adattarsi con flessibilità al lavoro di équipe e ai cambiamenti nelle organizzazioni del terzo settore.
Modalità di svolgimento dell'insegnamento
Le lezioni saranno svolte alternando momenti di didattica frontale dedicati all'inquadramento delle tematiche teoriche e momenti di didattica interattiva, nelle quali la classe si confronterà con le letture in programma e con le metodologie di indagine antropologica, anche lavorando in gruppo e/o attraverso presentazioni, discussioni collettive ed esercitazioni sul campo.
Informazioni per studenti con disabilità e bisogni speciali:
Per garantire pari opportunità, studenti e studentesse interessati/e possono richiedere un colloquio personale alla docente. Insieme, possiamo esplorare le modalità migliori per raggiungere gli obiettivi didattici. È anche possibile contattare la docente referente del CInAP (Centro per l’Inclusione Attiva e Partecipata - Servizi per le Disabilità e/o i DSA) del nostro Dipartimento.
Prerequisiti richiesti
Non ci sono prerequisiti richiesti. Il modo migliore di approcciare l'insegnamento è tenere la mente aperta e avere voglia di apprendere con gli altri.
Frequenza lezioni
Il corso è progettato in uno stile seminariale, che incoraggia gli studenti a partecipare attivamente ai lavori in classe. Il contributo alle attività didattiche è fondamentale per arricchire l’esperienza di apprendimento e può influenzare positivamente il giudizio finale. La frequenza però non è obbligatoria per sostenere l'esame.
Contenuti del corso
Questo corso offre un'introduzione coinvolgente all'antropologia del welfare, articolata in tre parti principali.
Prima parte: All'inizio del corso studenti e studentesse svilupperanno una comprensione analitica dei concetti fondamentali dell’antropologia, tra cui natura e cultura, identità e alterità, etnicità ed etnocentrismo, simboli e valori, potere e struttura sociale, rituali e processi di costruzione identitaria, famiglia e parentela. La docente introdurrà anche i principali approcci metodologici della disciplina e fornirà le competenze di base necessarie per condurre ricerche etnografiche sul campo.
Seconda parte: Particolare attenzione sarà dedicata all’analisi antropologica del lavoro sociale e del mondo dei servizi, con un focus critico sui processi di cura e sulle relazioni di reciprocità che si instaurano nei contatti con persone fragili, in contesti formali e informali. In questa fase, la classe si immergerà nella lettura di alcune monografie etnografiche. Ci concentreremo su aree critiche come la salute pubblica, l'istruzione, le politiche di riabilitazione nelle carceri, l'educativa di strada, il recupero delle dipendenze e i servizi per i minori "a rischio".
Terza parte: Studenti e studentesse si cimenteranno in un lavoro di gruppo applicativo, svolto con la supervisione della docente. Il percorso comprenderà esercitazioni in classe e attività sul campo, durante le quali mettere alla prova approcci e tecniche dell’osservazione etnografica. Il tema sarà concordato con la docente nel corso delle lezioni. Una breve relazione collettiva darà infine spazio ai risultati del lavoro e a una riflessione sull’esperienza di ricerca.
Testi di riferimento
A) Per la parte manualistica:
- B. Miller, 2019, Antropologia culturale, Pearson, 2ª edizione (per i NON FREQUENTANTI: tutto il libro. Per i FREQUENTANTI: capitoli 1, 2, 4, 5, 6, 7, 8, 10);
B) Per la parte monografica (Studenti e studentesse FREQUENTANTI presenteranno in classe, in piccoli gruppi come e prova intermedia, una monografia a scelta tra quelle indicate nel programma; i NON FREQUENTANTI discuteranno individualmente una monografia a scelta durante l’esame orale):
- Ferdinando Fava, 2022, Lo Zen di Palermo. Antropologia dell'esclusione, Roma, Franco Angeli.
- Philippe Bourgois e Jeff Schonberg, 2019, Reietti e fuorilegge. Antropologia della violenza nella metropoli americana, Bologna, DeriveApprodi.
- Francesca Cerbini, 2016, La casa di sapone: Etnografia del carcere boliviano di San Pedro, Milano, Mimesis.
- Valentina Castellano, 2018, Revolving door. I servizi per i minori e la riproduzione delle disuguaglianze a New York, Bergamo, Edizione Junior.
- Andrea Caroselli (2022), Palestre di precarietà. Una etnografia delle pratiche conflittuali nella formazione tecnica e professionale, Verona, Ombre Corte.
- Costantini, Osvaldo (2023), Riprendersi la vita. Etnografia dell’Hotel Quattrostelle occupato tra bisogno e socialità, Verona, Ombre Corte.
- Pietro Saitta (2023), Violenta speranza. Trap e riproduzione del “panico morale” in Italia, Verona, Ombre Corte.
Verifica dell'apprendimento
Modalità di verifica dell'apprendimento
La valutazione finale per gli STUDENTI FREQUENTANTI si baserà su una combinazione di prove orali e valutazioni in aula (verifiche intermedie), corrispondenti alle diverse parti del programma del corso:
Esempi di domande e/o esercizi frequenti
Studenti e studentesse saranno invitati a riflettere su problemi e concetti chiave della ricerca antropologica. Nella valutazione si darà particolare rilievo alla capacità argomentativa, al senso critico e alla capacità di connettere gli aspetti teorici della disciplina con esempi empirici, attraverso un'adeguata illustrazione etnografica. Il dibattito intorno al concetto di cultura; i processi di etnicizzazione e razializzazione; le forme di famiglia, il ciclo della vita; il corpo e la salute; la relazione etnografica sul campo, sono tra le domande che si potrebbero fare agli esami.